Troppo spesso infatti il settore dell’editoria, dell’arte, dei critici letterari, dei giornalisti, degli assessori alla cultura, delle mostre, dei premi, delle presentazioni in pubblico diventa un mondo molto simile a quello della finanza da cui tento di scappare. Non è colpa di nessuno se è così - tutti devono campare in qualche modo -, ma è raro che le persone si svestano della finzione che è toccata loro in sorte. Purtroppo quando si fa parte di una collettività che ha le sue regole e i suoi meccanismi consolidati è quasi impossibile non indossare i panni che ci vengono cuciti addosso da altri, e, quando uno prova a toglierseli, deve accettare che dovrà lottare per uscire da quella costrizione. Se poi uno sente di avere della poesia dentro è anche peggio. Il rischio di essere scambiato per un Don Chisciotte è altissimo, come altissimo è il prezzo da pagare: sono pochi gli amici che ti restano accanto e ancor meno i “savi” che si aggregano alle tue battaglie. Essendomi quindi trovato in questa situazione, mi sono lanciato in un esperimento: provo a saltare gli intermediari, gli editori, i manager, gli esperti di comunicazione e mi rivolgo direttamente a chi è in grado di capire queste righe. Ti invito quindi ad entrare nel mio mondo e ti propongo un rapporto di fiducia diretto, da cuore a cuore, e, se non ti offendi, ti chiedo se vuoi essere per pochi passi il mio Sancho Panza. Quindi, se lo desideri, oltre ai Figlioli e ai libri disponibili nella Bottega della Poesia, puoi richiedere un’opera personalizzata come se ti fossi rivolto ad un sarto e, stando in piedi e con le braccia larghe, lo guardassi compiaciuto mentre lui ti prende le misure: potrai selezionare il numero di liriche desiderato, i racconti, il materiale con cui rilegare i fogli, il tipo di opera, tutto a tuo piacimento. Non ci sarà mai un’opera uguale all’altra, ci saranno solo degli originali fatti artigianalmente da me, da autodidatta, attraverso un sapere pratico e antico attinto a piene mani da ogni tipo di laboratori non accademici. Ci sono voluti quindici anni di prove ed errori per arrivare all’attuale proposta e, anche se i miei Figlioli sono la mia personale trasposizione delle bizzarre imprese del cavaliere della Mancia, essi sono tanto reali quanto lo erano per il protagonista del romanzo. Ti confesso che non è poi così male avere simili illusioni, se queste sono viste da un’altra angolazione. Io ti consiglio un racconto su tutti, IL CONFINE DEI PENSIERI SBILENCHI, lì si capisce un po’, quanto basta, ma è sempre meglio iniziare dal principio, dall’ESPERIMENTO appunto.

 

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